Con Rompere il silenzio, ogni mese, una parola diventa il punto di partenza per una riflessione: attualità, diritti umani, giustizia sociale, mondo digitale e tanto altro.
Tra immaginari e pensiero critico, risorse selezionate e note a margine, esploriamo insieme ciò che spesso resta inascoltato.
📌 Cosa riceverai
La parola del mese - Riflessioni personali e approfondimenti.
Piccole rubriche, consigli sotto forma di Note a margine, uno spazio laterale ma ricco di spunti culturali e sguardi obliqui:
📚 Tra le righe
Libri, saggi, articoli🎥 Schermi da esplorare
Film, serie tv, video🎧 Note in cuffia
Podcast, canzoni🔗 Echi dal web
Link belli, risorse per approfondire✍️ Dietro le quinte
Note personali, domande, suggestioni
Questa newsletter è uno spazio di riflessione e interazione su ciò che accade nel mondo, per scambiarci idee, libri, film, e farci domande - quelle scomode comprese.
Qui c’è l’archivio con tutti i post della newsletter.
Se anche tu credi nel potere delle parole, della scrittura e della comunicazione: benvenutə!
🕰 Quando e come ci sentiamo
Scrivo ogni mese, o quasi.
Quando ho qualcosa di importante da dire o condividere, potrebbe arrivare un numero extra.
La newsletter è gratuita, e puoi decidere di non riceverla più in qualsiasi momento.
📣 Perché si chiama Rompere il silenzio?
Credo nel potere trasformativo e rivoluzionario dell’attivismo e della divulgazione.
Scrivo, progetto, agisco per un sapere condiviso e accessibile, capace di generare rivoluzione, alleanze e connessioni.
Per me le parole sono politiche.
Fanno rivoluzione, fanno rumore, rompono il silenzio.
👩💻 Qualcosa su di me
Mi chiamo Giada, sono una redattrice editoriale, scrittrice e attivista.
Scrivo articoli su riviste scientifiche, blog e testate indipendenti, tra cui Il ControVerso, di cui sono membro della Redazione.
Collaboro con Chayn Italia, una piattaforma che contrasta la violenza di genere tramite strumenti digitali.
Mi occupo di diritti umani e attualità, giustizia sociale, violenza di genere, privacy e digitale, gender gap ed empowerment femminile.
Se vuoi saperne di più, o contattarmi
Il linguaggio è anche un luogo di lotta. Gli oppressi lottano con la lingua per riprendere possesso di sé stessi, per riconoscersi, per riunirsi, per ricominciare.
Le nostre parole significano, sono azione, resistenza.
bell hooks, Elogio del margine, Feltrinelli, 1998. Traduzione di Maria Nadotti.
Grazie di essere qui,
Giada





